Capitale delle memorie di cui è interamente lastricata, Roma, la città eterna, oggi la vogliamo attraversare in un modo diverso, restituendo voce a persone comuni, vittime della Storia, “sommersi” ricordati soltanto da una semplice pietra, un sanpietrino tra mille del suo selciato. Questa piccola pietra (10 x 10 cm, sormontata da una sottile lamina di ottone) grazie all’intuito dell’artista tedesco Gunter Demnig è diventata un simbolo importante per la ricostruzione del nostro recente passato fatto di conflitti e ferite non rimarginate. Ciascuna di loro ha dato modo di iniziare a costituire quello che è forse il più grande monumento della memoria degli orrori della seconda guerra mondiale in Europa. Delle oltre 80.000, disseminate in ventisei Paesi, oltre 300 si trovano a Roma, prima città italiana ad accogliere l’iniziativa nel 2010.
Rosario Tedesco, attore e regista, insieme a Rossella Tansini e Alberta Bezzan dell’associazione culturale TRACCE, ha dato forma a una ricostruzione narrativa di percorsi che connettono insieme le vittime e i carnefici, di cui le pietre d’inciampo sono una testimonianza materiale. Il progetto “DUE DENTRO AD UN FOCO - Storie di pietra”, avviato a Milano nel 2021, continua a crescere e con il 2023 prendono il via nuovi itinerari e nuovi racconti nella città di Roma, con l’ambizione di contribuire a tessere insieme storie, memorie civili, personali, familiari ma anche e soprattutto collettive che servono al nostro presente più che mai. La guerra, i suoi orrori, non sono uno spettro del passato, qualcosa da rimuovere o negare, sono lo scandalo sotto i nostri occhi, davanti alle nostre coscienze.