Con l’espressione attraversamento urbano Tracce – associazione culturale nata dall’intento di promuovere azioni culturali per la conservazione della memoria delle vittime dei regimi nazifascisti che hanno duramente segnato la storia del XX secolo: ebrei, partigiani e oppositori politici – vuole tradurre memorie su una mappa, nomi e momenti che il tempo ha reso sfocati. Il risultato di questo ambizioso progetto narrativo è un quadro fatto di storie di vittime e carnefici.
Le pietre d’inciampo guideranno gli spettatori alla scoperta di queste tracce che riguardano il destino dei sommersi e quello dei delatori, tracce che emergendo lentamente dal silenzio diventano le voci di una coscienza collettiva, fatta di contrasti, pietà e oblio. Uscendo dal tempo della Storia accompagneranno sommessamente ma in modo inesorabile i nostri passi in una discesa in quelle tenebre che hanno avvolto la nostra coscienza nazionale.
Il percorso proposto conduce necessariamente al cuore del dramma della storia recente, in un territorio dolente in cui per umanizzare la vittima e sottrarla all’oblio, non si può fare a meno di rievocare anche il suo carnefice, che in questo caso è stato un suo vicino, frequentatore degli stessi luoghi, immerso nello stesso respiro della città. Memoria tangibile di questa coesistenza, il nostro percorso si spingerà oltre le pieghe del passato, e tornando al nostro presente, non potrà sottrarsi a una nuova serie di domande: Com’è accaduto tutto ciò? Chi l’ha reso possibile? Chi ha partecipato? Perché questa passeggiata oggi è tanto importante? E noi, che traccia lasceremo nella città per i nostri posteri?
Contesto progettuale
Nella ricostruzione dei tragici avvenimenti per i quali milioni di persone sono state “assassinate”, come le pietre di inciampo portano inciso, non è stata di secondaria importanza la diretta testimonianza dei superstiti, fossero essi ebrei scampati ai campi di sterminio o partigiani sopravvissuti.
È noto come costoro solo in anni relativamente recenti abbiano incominciato a “raccontare” i soprusi perpetrati con inaudita violenza dai regimi nazifascisti, quasi che la narrazione che ne scaturiva fosse troppo crudele per essere creduta. Un velo di pudore ha coperto a lungo gli orrori visti e subiti.
Per evidenti ragioni anagrafiche queste testimonianze dirette vanno esaurendosi, ma perdura la necessità di non far venir meno la trasmissione di questi fatti alle giovani generazioni, perché le loro coscienze siano sempre vigili, in particolare nel generale quadro di povertà culturale che sembra colpire le nuove leve.
Con la prima edizione del percorso di Tracce / DUE DENTRO AD UN FOCO abbiamo voluto coinvolgere gli studenti dell’Università degli Studi di Milano. Per loro è previsto un incontro con gli organizzatori dell’iniziativa che illustreranno il fine dell’operazione e i passaggi operativi. Successivamente saranno chiamati a una partecipazione attiva nelle ricerche e nell’elaborazione dei materiali reperiti.
L’ambizione di questa prima esperienza è che possa essere declinata come modello, nelle edizioni successive coinvolgeremo ancora altri studenti dei corsi di primo e di secondo grado.